ABC dell'ANTINCENDIO

23 dell’ ANTINCENDIO quali il magnesio, manganese, l’alluminio (quest’ultimo solo se in polvere fine) e i metalli alcalini quali il sodio, potassio e litio; inoltre vengono classificati fuochi di questa categoria anche le reazioni dei perossidi, dei clorati e dei perclorati. La Norma UNI EN 3/7 non prevede, per i fuochi di classe “D”, nessun metodo di prova atto a stabilirne la capacità di spegni- mento e, di conseguenza, l’estintore idoneo per tali fuochi è privo della relativa omologazione, ma dovrà avere un adesivo riportante la semplice dicitura “ Caricato con polveri speciali ido- nee per fuochi di classe D ” e dovrà essere utilizzato solo da per - sonale specificatamente addestrato come indicato dal Cap. S6 (Tabella S.6-4) del D.M. 18 ottobre 2019. I fuochi di CLASSE “F” Si rappresenta con il cartello riportato a fianco La Norma UNI EN 3/7 del 2004, richiamata dal D.M. 7 gennaio 2005, non comprendeva i metodi di prova per i focolari di classe ”F” (Fuochi che riguardano oli da cucina), mentre la revisione della Norma, avvenuta nel 2008, ha introdotto i metodi di prova per i focolari di classe “F” e, pertanto, anche se non ci sono omologazioni specifiche esclusive per la classe “F”, esi - stono tuttavia tipologie di estintori a base d’acqua con additivi specifici, riconosciuti anche dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (attraverso una “presa d’atto”) che hanno superato le prove in questione e che possono essere efficacemente utilizzati su tali tipi di fuochi. Gli estintori idonei per la Classe F hanno superato positivamente la prova dielettrica. L’utilizzo di estintori a polvere e di estintori a CO 2 contro fuochi di Classe F è consi- derato pericoloso. F

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