ABC del RISCHIO BIOLOGICO

21 del RISCHIO BIOLOGICO modo scorretto e se non sottoposti ad una adeguata pulizia e manutenzione; O i piani di lavoro , le superfici di arredi, le apparecchiature , gli strumenti (per es. aghi, bisturi, forbici) possono essere potenzial- mente contaminati, soprattutto se di uso comune; O i liquami e i reflui , tramite aerosol o schizzi, possono contami- nare anche gli ambienti circostanti e veicolare agenti patogeni agli operatori; O la polvere può contenere allergeni di acari, animali domestici, muffe; O la terra può essere un ricettacolo di microrganismi pericolosi, soprattutto di spore batteriche come quelle del tetano. Anche le superfici inanimate possono essere una fonte di pericolo biologico. CORONAVIRUS E SUPERFICI Le informazioni finora disponibili suggeriscono che il virus possa sopravvivere da alcune ore fino a qualche giorno sulle superfici, anche se ovviamente non si conosce quanto rimanga effettivamente infettante ed è tuttora oggetto di studi. Quelli finora effettuati in labo- ratorio, alle normali condizioni ambientali, hanno evidenziato una carica infettante maggiore sulla plastica e sull’acciaio inossidabile, mentre appaiono più inospitali carta, legno e tessuti. In ogni caso, le misure igieniche generali quali l’utilizzo sulle superfici (soprattut- to se di uso comune come mani- glie, telefoni, ecc.) di disinfettanti a base alcolica al 70% o a base di cloro allo 0.1% (come la can- deggina), il lavaggio accurato delle mani, l’evitare di toccarsi il viso, sono sufficienti ad evitare il possibile contagio.

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