ABC del RISCHIO BIOLOGICO

31 del RISCHIO BIOLOGICO La necessità di sensibilizzare a “segnalare il più possibile” da parte di tutte le figure della sicurezza e quindi degli stessi lavoratori, si ricol- lega anche all’obbligo generale di segnalazione da parte del datore di lavoro (Art. 277) di tutti gli incidenti che possono provocare dispersione nell’ambiente di agen- ti pericolosi; lo stesso lavoratore, nei casi più importanti, dovrà immediatamente abbandonare le aree contaminate (in cui potrà avere accesso solo personale adeguatamente formato e munito di DPI). Nell’ esposizione potenziale , gli agenti biologici rap- presentano invece una presenza involontaria e indesiderata, ma spesso inevitabile . Tali agenti sono semplicemente presenti, normalmente od occa- sionalmente, in alcune tipologie di attività e posso- no provocare danni agli operatori. Nella tabella seguente sono riportate le attività a maggior rischio potenziale, suddivise in base al “materiale contami- nante” con cui il soggetto potrebbe venire a contatto. Tab. 4 CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ LAVORATIVE A RISCHIO POTENZIALE Attività a prevalente contatto con animali o prodotti di origine animale O industria alimentare in generale O attività di ristorazione, mense e in genere somministrazione di cibo O attività zootecniche e agroalimentari, tra cui allevamento di animali domestici e non, apicoltura, lombricoltura o allevamento di altri invertebrati (es. lumache), caseifici ecc. O attività in canili, giardini zoologici, parchi naturali O pesca e lavorazione del pesce O macellazione e lavorazione della carne O preparazione di mangimi O acquacoltura (allevamento pesci, molluschi ecc.)

RkJQdWJsaXNoZXIy MzYwMDc=