ABC del RISCHIO BIOLOGICO
39 del RISCHIO BIOLOGICO aerea, contaminati visibilmente da sangue o altri liquidi biologici, filtri esausti di cappe biologiche, DPI e altri materiali monouso quali pro- vette, piccole porzioni anatomiche, materiale monouso di microbiologia, ecc.) in condizioni di sicurezza per i lavoratori, impiegando contenitori adeguati e, se necessario, sottopo- nendo i rifiuti stessi a trattamenti (tipicamente termici) che li rendano meno pericolosi; 12) procedure per la manipolazione e il trasporto in condizioni di sicurezza di agenti biologici (in fase solida, liquida, gassosa; reperti anatomici, colture cellulari, ecc.) all’interno e all’esterno del luogo di lavoro; 13) manutenzione di impianti, macchine e attrezzature (periodi- cità stabilita, controllo del numero di ricambi d’aria, controllo dei filtri, dei sensori di pressione, curando l’informazione e la formazione del personale addetto); 14) procedere per la corretta gestione degli impianti di aerazio- ne / condizionamento / climatizzazione (progettazione, scel- ta, collaudo, gestione ordinaria e straor- dinaria, pulizia, manutenzione, ecc.); 15) numero adeguato di ricambi d’aria , naturalmente o artificialmente quando previsto, in funzione del tipo di attività e delle adeguate condizioni di benesse- re (temperatura, umidità, ecc.); 16) principi di buona prassi microbio- logica nei laboratori e precauzioni standard in sanità (il cui principio di base è quello di considerare tutti i pazienti potenzialmente infetti); Ago a farfalla
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