ABC della GUIDA SICURA
41 della GUIDA SICURA AQUAPLANING Un ulteriore pericolo in agguato, in caso di forte pioggia, è rappresentato dalle pozzan- ghere che possono provocare il cosiddetto “aquaplaning” che avviene quando, per la presenza di un eccessivo strato d’acqua che fa “velo” fra l’asfalto e lo pneumatico, quest’ultimo “perde” contatto col suolo e quindi ogni ade- renza. In pratica galleggia sull’acqua rendendo l’auto incontrollabile per tutta la durata del fenomeno. Ciò accade per la combinazione di tre fattori: spessore della pozza d’acqua, velo- cità, insufficiente capacità dello pneumatico di smaltire l’acqua attraverso le scanalature del battistrada. Quanto al primo elemento è importante cercare di individuare in anticipo le pozzanghere per prevenire l’aquaplaning; inoltre bisogna considerare che, in caso di pioggia molto forte, si può creare uno strato d’acqua tale sull’asfalto da rendere possibile l’aquaplaning anche senza pozzanghere. In quest’ultimo caso, il secondo elemento, la velocità, sarà determinante. Con essa, infatti, aumenta notevolmente la quantità d’acqua da eliminare attraverso le scanalature del battistrada. Uno pneumatico smaltisce l’acqua attraverso le scanalature del battistrada a seconda del suo disegno e del grado di usura. A questo proposito preme sottolineare che con uno pneumati- co col battistrada al 50% raddoppiano le possibilità di avere aquaplaning. Ribadiamo quindi l’importanza di sostituire gli pneumatici prima che lo imponga il codice. Quando si verifica l’aquaplaning, dal punto di vista della guida, non si può fare molto: occorre aspettare che gli pneumatici riprendano aderenza ed evitare manovre improvvise. Nel caso in cui si prenda la pozzanghera su un solo lato, come avviene nella corsia di sorpasso in autostrada, le ruote del lato sinistro saranno prive per un attimo di aderenza mentre quelle del lato destro la
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