ABC delle TECNICHE di RIANIMAZIONE BLSD/PBLSD
46 Manuale per gli operatori laici la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale, il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia pro- fessionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita” ; O Decreto 24 aprile 2013 ( Decreto Balduzzi , G.U. Serie Generale n. 169 del 20 luglio 2013) – Disciplina della certificazione dell’attivi- tà sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita. Il decreto obbliga le società sportive dilettantistiche a dotarsi di defibrillatori semiautomatici e, ai fini della formazione del perso- nale, di individuare i soggetti che all’interno dell’impianto sportivo, per disponibilità, presenza temporale e presunta attitudine appaiano più idonei a svolgere il compito di first responder . A sancire tale obbligo, e il conseguente intervento, in caso di necessità, la presenza di una delle persone formate e certificate all’utilizzo del defibrillatore deve essere garantita nel corso delle gare e degli allenamenti . Nell’applicazione di tali norme, è nata la necessità di registrare i defibrilla- tori (DAE) all’interno di un programma di accesso pubblico alla defibrillazi- one, che permette agli operatori della centrale del sistema 118 (in Italia a breve si trasformerà nel numero unico europeo di emergenza 112) di indicare ai soccorritori il DAE posizionato nelle vicinanze e contribuisce a ridurre ulteriormente il tempo tra l’arresto cardiaco ed il ripristino delle funzioni vitali. Tale diffusione dei DAE si è sviluppata in seguito al susse- guirsi di drammatici casi di cronaca relativi alla morte in campo di giovani atleti (vedasi i casi del calciatore Piermario Morosini, del pallavolista Vigor Bovolenta e del mediano camerunense Foè), che hanno riacceso i riflettori su una condizione – la morte cardiaca improvvisa – che colpisce ogni anno in Italia più di 1000 giovani under 35, apparentemente sani. Per tali
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