ABC per la prevenzione dei DISTURBI MUSCOLO ARTICOLARI
5 Per la prevenzione dei DISTURBI MUSCOLO-ARTICOLARI PREMESSA In un scenario di mercato lavorativo, in cui le professioni vanno via via sempre più uniformandosi ai principi del Welfare, per migliorare la qualità di vita dei lavoratori, viene spontaneo domandarsi come il D.Lgs. 81/2008 in tema di Salute e Sicurezza sul Lavoro, intenda affrontare la prevenzione di una ben nota categoria di malattie professionali. Stiamo parlando dei disturbi muscolo-scheletrici. Ciò si rende necessario a causa del moltiplicarsi esponenziale di fenomeni direttamente ed indirettamente coinvolti nell’attività lavorativa, che finiscono, negli anni, con il perturbare i delicati equilibri posturali del nostro corpo, a scapito delle funzionalità muscolo-articolari ma anche viscerali. È piuttosto difficile, tuttavia, stabilire un rapporto di causa effetto diretto tra lo stare seduti davanti al videoterminale, ma si potrebbe estendere a qualsiasi categoria professionale che impone ad esem- pio lunghe ore in piedi, oppure posture coatte o ancora gesti ripetitivi nel tempo ed il manifestarsi di sintomatologie di varia natura quali cefalee, cervicalgie, lombalgie, sindromi del tunnel carpale, difficoltà circolatorie, ecc. Il motivo è legato ad una serie di fattori di adattamento concomitanti che il nostro corpo mette in atto al verificarsi di un agente stressoge- no. Quando in occasione di una distorsione alla caviglia destra, ad esempio, si attiva il riflesso antalgico che ci comunica di caricare la gamba controlaterale per evitare di avvertire dolore sulla caviglia infortunata, avviene un “compenso”. Accade così che nel corso della vita sovrapponiamo compensi su compensi, anche definibili come sovrastrutture che maschera- no la causa primaria di quello che diventerà un circolo vizioso.
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